copcristianaCristiana. «Non ho paura di andare da Gesù» 
 
Itaca Edizioni- di Fabio Cavallari
 
 
Nel nome il presagio, il destino ultimo, la traccia indelebile ed eterna
Cristiana. È il nome battesimale, la declinazione di Cristo, il senso di un’esperienza umana semplice, vissuta eccezionalmente. Una bambina, una ragazza, una donna, un popolo, una madre, una compagnia unita nella mendicanza.
Quella raccolta nelle pagine di questo libro non è una biografia storiografica, ma la narrazione di senso, il racconto atemporale di una vita condotta guardando al Mistero.
“Non ho paura di andare da Gesù” disse Cristiana a nove anni, quando si palesò la sua malattia. Una frase ripetuta a quindici, a venti, pochi giorni prima dell’ultimo cammino. In mezzo, una vita vissuta pienamente con coscienza e certezza dello scopo. La vista progressivamente negata dal “male”, ma curata e protetta da una Presenza Altra.Non v’è altro modo per offrire la narrazione della sua esistenza, se non ancorandosi ad un vissuto di fede. Una parabola che ha sconfitto il “male” della carne e le lacrime di una debacle terrena. Miserie umane, incapaci di reggere al cospetto di quella frase pronunciata sorridendo.
 
  Una certezza cosciente, limpida, avulsa da moralismi, da false speranze o da clericalismi di maniera. Cristiana conosceva il suo Destino. Amava con spregiudicata gentilezza ogni cosa della vita perché sapeva di essere amata. Cantava le liriche di Dio, con la tecnica e con il cuore. Incantava gli occhi degli astanti con la freschezza di un acuto breve, di un tono alto, una risata tonda. Intonava l’amicizia con la schiettezza e l’affetto puro dei bambini, senza sovrastrutture, impostazioni, doveri o risposte confezionate. Cristiana è stata madre e maestra, pur non avendo potuto vivere biologicamente o intellettualmente alcuna delle due accezioni. Cristiana è stata, e lo è ancora, esperienza viva, il cristianesimo in cammino.
 
 
 

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